Tu sei un venditore anche se pensi di essere negato

Anche se sei convinto che non riusciresti a vendere una caramella ad un bambino che ti piaccia o no tu sei un venditore!

Molto spesso, nei colloqui di reclutamento una delle prime obiezioni che mi sento fare è: “Ma io non so vendere, non sono capace a convincere le persone”.

Probabilmente questo è anche vero, almeno secondo il principio di Henry Ford:

Che tu ci creda o non ci creda comunque hai ragione.

Bassa autostima? Cattive esperienze?

Non so nel tuo caso specifico cosa ti porti a fare questa affermazione ma adesso ti dimostrerò perchè non è vera.

Prima di tutto iniziamo con il vedere cosa vuol dire essere un venditore.

Chi è un venditore.

Torniamo un po’ indietro nel tempo. Un po’ tanto…

Immagina un tempo antico in cui esiste l’uomo e inizia ad evolversi ma non al punto di aver inventato il denaro.

In questo periodo storico capitava che tu potessi avere un determinato bene ma non ne avessi un altro che invece aveva il tuo vicino di casa. Per semplificare il concetto diciamo che tu possiedi il salame e il tuo vicino possiede il pane. Per farti un panino con il salame devi per forza convincere il tuo vicino a darti del pane e probabilmente lo farai proponendogli uno scambio con una parte del salame.

Ottimo a questo punto entrambi avete pane e salame e siete felici. Cosa è successo? Tu hai venduto il salame al tuo vicino in cambio di pane soddisfacendo in questo modo sia una tua che una sua esigenza. In pratica uno scambio.

Cosa succede però se il tuo vicino è allergico o magari semplicemente non gli piace il salame e di solito si fa i panini con la fontina? Semplice, tu non hai la fontina quindi ringrazi cortesemente e vai a cercare un altro vicino.

In pratica per effettuare una vendita hai bisogno semplicemente di trovare una persona a cui il tuo prodotto risolve un problema o soddisfa una necessità.

Con il denaro le cose sono ancora più semplici. I soldi vanno visti come un Jolly che ti permette di vendere e comprare quello che vuoi senza avere di necessità di avere il giusto bene di scambio. Tu venderai il tuo salame a chi piace e in cambio avrai i soldi per comprarti il pane.

Naturalmente, più persone troverai a cui piace il salame e più pane potrai comprarti.

Quindi essere un venditore vuol dire semplicemente trovare persone interessate a ciò che tu hai.

Quante volte hai già fatto il venditore?

La vendita o se preferisci lo scambio non viene fatta necessariamente con beni materiali. Si può vendere anche un’idea o un servizio.

Immagina di vedere una bella persona. Ti piace, la vorresti conoscere meglio e magari ci stai già facendo un pensierino sopra. Ti avvicinerai a questa persona mostrando il tuo lato migliore e facendo in modo di impressionarla, è corretto? Bene, stai facendo una vendita e la merce che stai vendendo sei tu!

Vai ad un colloquio di lavoro. Ti vesti impeccabilmente, arrivi super-puntale, mostri le tue competenze e le tue capacità sperando di ricevere il posto di lavoro che desideri. Anche in questo caso hai fatto una vendita.

Ti sei preparato per un’interrogazione a scuola? Hai venduto la tua preparazione per un voto.

Hai scritto la letterina a babbo natale in cambio della promessa di fare da bravo? Hai venduto!

Hai promesso a tua mamma di riordinare la tua stanza se ti mandava a quella festa a cui dovevi assolutamente andare perchè c’erano tutti i più fighi della scuola?

Hai convinto tuo figlio a studiare e farsi promuovere in cambio del motorino?

Ti ho convinto? Tu sei un venditore.

Perchè pensi di non essere un venditore.

Una delle paure più grande di ogni essere umano è quella del rifiuto. La parola NO è tra le più terribili che l’orecchio umano sia disponibile ad ascoltare.

Il rifiuto è percepito come qualcosa di personale e influisce direttamente sulla tua autostima. Il No viene ricevuto dall’aspirante venditore come una mancanza di accettazione della sua persona. Quasi come se gli venisse detto “tu non vai bene io non ti voglio!”

Questa di fatto è solo un’interpretazione. Anzi, se lo vuoi sapere il no è spesso legato ad una mancanza di informazioni legate alla proposta e, molto spesso, questo no con il tempo si trasforma in si. Ma nel frattempo tu ti sei convinto di essere un pessimo venditore e hai gettato la spugna aprendo la strada al venditore successivo.

Uccidere la paura del rifiuto.

Non esiste una tecnica specifica per uccidere la paura del rifiuto. Tutto dipende dal tuo mindset. Posso dirti semplicemente che eliminerai questa paura solo quando deciderai di farlo.

Voglio consigliarti una lettura divertente e assolutamente istruttiva. Ho letto un libro di Jia Jiang intitolato “più forte dei no” che ho trovato geniale nella sua semplicità. Questo piccolo manuale autobiografico ti insegnerà come prendere i no con divertimento andandoli a cercare. Sembra folle ma fidati, non lo è. Rivoluzionerà il tuo approccio alla vendita.

Concludiamo?

Buddha diceva:

Siamo ciò che pensiamo.

Questo significa che fino a quando ti racconterai che tu non sai vendere non potrà che essere così.

E se tu oggi diventassi un apprendista venditore?

Se facessi i tuoi sbagli fregandotene dei NO e imparando dai tuoi errori.

Molto probabilmente diventeresti un professionista della vendita in un tempo sicuramente inferiore a quello che ti aspetti.

Del resto ricorda che nessuno ha mai fatto un ottimo lavoro non avendo esperienza.

Caro venditore, in bocca al lupo!

Perchè continui a chiamarlo Network Marketing?

E’ indiscutibilmente diventato di moda. Iper-odiato o Super-amato è proprio lui la star del momento: il Network Marketing.

Che cosa è il network marketing?

Sono quasi sicuro che sai già di cosa si tratta o almeno hai una tua personale definizione.

Nato più di 40 anni fa come rivoluzionario sistema di distribuzione, alternativo alla filiera dei negozi e supermercati si è consolidato del tempo facendo nascere un elevato numero di aziende basate su questo sistema distributivo.

Nella pratica consiste nel promuovere beni o servizi e nel reclutare nuovi incaricati su cui l’azienda riconoscerà una provvigione sulla produzione. Volendo rappresentare graficamente la struttura di un gruppo di incaricati di network marketing si ottiene una sorta di piramide. Da qui la definizione aggiuntiva di schema piramidale.

Di tutta questa definizione, le parole chiave sono: vendere, reclutare, piramide.

Perchè il network marketing non esiste.

Pensa a quelle tre parole.

  • Vendere – non esiste un lavoro in cui non si debba vendere. Qualsiasi lavoro tu faccia, tu vendi qualcosa.
    Vediamo se riesco a spiegarmi: se sei un commerciante vendi prodotti. Idem se sei un rappresentante. E se sei un’infermiera? Vendi il tuo tempo e le tue competenze ad un’azienda in cambio di una paga oraria. E se il tuo cliente, l’azienda non si trova bene è capace di mandarti via e trovare un’altro fornitore (infermiera). Stessa cosa vale per il geometra, per l’avvocato, per l’insegnante e per qualsiasi altra categoria professionale. Non esiste un mestiere in cui non si vende.
  • Reclutare – reclutare significa inserire nuova forza lavoro all’interno di un’azienda per aumentarne la capacità di vendita. Se consideri le professioni legate alla vendita di beni e servizi il più delle volte troverai figure come agenti, sub-agenti e segnalatori. Sono tutte figure che hanno lo scopo di aumentare i fatturati dell’azienda. A volte probabilmente anche tu ti sei impegnato ad aumentare inconsapevolmente il fatturato di un’azienda. Pensa alle campagne promozionali “presenta un amico”. L’azienda ti ha reclutato per procacciare nuovi clienti in cambio di bonus.
  • Piramide – tutte le strutture gerarchiche sono basate sulla piramide. Pensa allo stato, alla scuola o anche semplicemente alla tua famiglia. Il network marketing in generale è una struttura gerarchica esattamente come tutte le altre e quindi non c’è nulla di particolare da questo punto di vista.

Il potere di un’etichetta.

Riassumendo, tutti i mestieri sono basati sulla vendita, buona parte prevedono forme di reclutamento e sono organizzati in piramide.

Quindi tutto è network marketing o forse più semplicemente si tratta di un’etichetta appiccicata per distinguere determinate aziende e determinate persone e nell’ignoranza collettiva per contraddistinguere sistemi rischiosi o illegali.

Se apprezzi e accetti questo ragionamento, quello che viene normalmente definito network marketing diventa un lavoro esattamente come quello del rappresentante della Barilla o del promoter della Tim. Un lavoro dove se ti alzi la mattina, organizzi la tua giornata lavorativa e produci secondo le aspettative dell’azienda che ti ha dato l’incarico porterai a casa la tua pagnotta e potrà essere anche piacevolmente grande.

La tua testa conta.

Ciò che fa realmente la differenza in tutto questo è la tua testa!

Analizza le cosa per quello che sono e non per quello che ti fanno vedere. Valuta le reali opportunità e le potenzialità di ciò che hai tra le mani e accetta che non tutto potrebbe funzionare come speri dall’inizio.

Chi ha avuto successo ha ragionato con la sua testa e imparato a far funzionare ciò che tutti ritenevano impossibile.

Si dice che la perseveranza premi… chissà!

Grazie a COVID…

Grazie a COVID ci siamo dovuti rinchiudere in casa.

Grazie a COVID guardiamo il nostro prossimo con circospezione come fosse un possibile appestato.

Grazie a COVID non potremo passare le feste con i parenti e non potremo fare le consuete scampagnate tipiche dell’inizio della bella stagione.

Grazie a COVID abbiamo perso amici e parenti e ancora ci viene difficile capire il motivo di tutto questo.

Grazie a COVID stiamo imparando che nulla è per sempre e che quando credi di vivere in una nazione “tranquilla”, lontano da guerre e povertà, in meno di niente una cosa invisibile è capace di stravolgere la vita e distruggere ogni forma di certezza.

Grazie a COVID abbiamo capito che tenere in forma e in salute il nostro corpo ci aiuta a combattere anche le insidie meno conosciute.

Grazie a COVID abbiamo scoperto che esistono nuove forme di lavoro e che è necessario imparare cose nuove ed evolversi accettando le nuove realtà per vivere piuttosto che sopravvivere.

Grazie a COVID abbiamo imparato che è importante avere un piano B e imparare a gestire i soldi in modo da avere sempre disponibile un fondo di emergenza.

Grazie a COVID abbiamo capito l’importanza dell’altruismo e della solidarietà.

Grazie a COVID diventeremo più forti e più consapevoli anche se tutto questo ci è davvero costato caro.

Grazie COVID, ma vaffanculo!